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La produzione che ci tiene in vita non si ferma neanche un minuto!!!


Durante la lotta per rimettere in funzione la fabbrica, noi lavoratori di VIO.ME, abbiamo ascoltato molte promesse, molte buone parole sulla purezza della nostra lotta ma abbiamo anche ricevuto molte denunce e molte minacce. 

Più volte hanno cercato di assimilarci ad un sistema che non ci appartiene, più volte hanno cercato di integrarci a quell’ingranaggio burocratico dei finanziamenti e dei sussidi a cui siamo contrari. Non solo…ci siamo imbatttuti nell'incapacità e nella mancanza di volontà di realizzare l’unica cosa ovvia da fare rispetto alla nostra fabbrica: regolarizzare legalmente il suo funzionamento. 

Hanno anche cercato di colpevolizzarci perché reclamavamo il nostro diritto al lavoro e alla vita, avendo assunto l’onere, come operai, dell’intero funzionamento della fabbrica, contrariamente a quanto fanno gli uomini d'affari che moltiplicano i loro profitti a danno dei lavoratori. Ovviamente, il nuovo stato di cose li danneggerà, facendogli perdere potere, ma danneggerà soprattutto noi, lasciandoci esposti a fronteggiare con poche armi un potere sempre più aggressivo e tenace. Sappiamo tutti molto bene che il nuovo governo è contrario a VIO.ME, così come a chiunque possa mettere in dubbio il capitale. 

La prima mossa con la quale  proveranno a colpirci è il taglio dell’energia elettrica. Perciò chediamo l'aiuto di tutti i movimenti internazionali per l'acquisizione di un generatore che possa impedire che la produzione si fermi e che possa aiutarci per la nostra indipendenza.

La produzione che ci tiene in vita non si ferma neanche un minuto!!!
Invitiamo quindi tutte le associazioni, i colletivi, i gruppi di compagni di lotta greci, europei e mondiali ad aiutarci ad ottenere  un generatore a biodiesel da 200 KVA. 

P.S. La cosa migliore sarebbe trovare una fabbrica di generatori che possa fornircelo subito in segno di solidarietà! 

Mondeggi al fianco dei lavoratori della Vio.Me

Mondeggi al fianco dei lavoratori della Vio.Me

Perché non abbiamo bisogno di loro per essere salvati,
né loro di noi per essere distrutti.

Così termina il comunicato della Vio.Me. sulla serie di aste che a partire da giugno rimetterà in vendita i terreni sui quali sorge la fabbrica. I lavoratori hanno già resistito 15 volte alla vendita e allo sfratto e siamo accanto a loro in questo ennesimo atto di resistenza. Le nostre lotte seppur geograficamente lontane si intrecciano ogni giorno nel tentativo di coltivare l'autogestione e la solidarietà è l'arma più forte che abbiamo a disposizione.

A Salonicco c'era il più grande polo industriale della Grecia. La crisi del 2009 ha lasciato senza lavoro migliaia di operai e operaie delle fabbriche della città, che ora sono tristi distese di capannoni abbandonati.

Anche la Vio.Me avrebbe dovuto chiudere e i suoi operai rimanere senza lavoro.

Ma i lavoratori sono riusciti ad opporsi a tutto questo: hanno occupato la loro fabbrica resistendo agli speculatori e hanno ricominciato a produrre. Da sei anni la Vio.Me è autogestita dai lavoratori che controllano direttamente e democraticamente ogni aspetto del loro lavoro. Dai turni di lavoro alla pianificazione economica, dalla salute sul luogo di lavoro alla ricerca e sviluppo, tutto è deciso collettivamente e senza gerarchie, secondo principi di autogestione e uguaglianza. La produzione è stata via via convertita, la vecchia fabbrica di colla ora produce saponi e detersivi naturali. Entrando si avverte il fremere dell'attività laboriosa e della soddisfazione che ti dà il lavoro che hai scelto di fare, semplicemente e con dignità.

Molte volte in questi anni giudici e speculatori hanno provato a porre fine a questa esperienza: coloro che da ogni cosa vogliono trarre profitto ed ogni cosa mettere a profitto vorrebbero vendere macchinari e capannonni, e proprio in questi giorni i terreni su cui sorge la Vio.Me sono stati messi nuovamente all'asta. In questi anni i lavoratori si sono sempre opposti con successo ai tentativi di vendita e le loro vittorie sono state possibili grazie anche alla grande solidarietà di persone e movimenti da tutto il mondo. Che i padroni lo sappiano: i lavoratori della Vio.Me non sono soli.

Una barricata eretta dagli occupanti segna il confine tra la fabbrica e il mondo esterno, il confine tra il vecchio mondo e un nuovo mondo possibile, trasformando la rassegnazione in resistenza, la solitudine in comunità, l'umiliazione in dignità, lo sfruttamento in uguaglianza, la repressione in solidarietà.

Mondeggi è con la Viome, e dietro a quella barricata, assieme ai lavoratori e alle lavoratrici, troverete anche noi, per un mondo senza padroni perchè come Mondeggi anche la Viome non ha certo bisogno di loro per essere salvata: siamo benissimo in grado di prendercene cura noi.

Mondeggi Bene Comune - Fattoria Senza Padroni 

LA VIO.ME NON SI VENDE




Il 13 giugno del 2019, la vendita all'asta dei terreni sui quali si trova la fabbrica recuperata di VIO.ME riparte da una base d’asta ancora più bassa, che aumenta il pericolo che la fabbrica venga condannata a diventare un ammasso di macerie.

Il comitato di base dei lavoratori di VIO.ME insieme con i solidari e le solidarie, che sosteniamo questa lotta da otto anni, ci troviamo di nuovo in una posizione difficile e davanti ad una serie di aste a partire dal 13 giugno.
Durante la lotta per mantenere i nostri posti di lavoro e dunque permettere alle nostre famiglie di vivere, siamo riusciti a far funzionare la fabbrica con autogestione e sotto controllo operaio sulla produzione attraverso la nostra aseemblea.
Siamo riusciti ad avere un piccolo reddito che ci ha permesso di rifiutare le briciole offerte dal potere e concedere le nostra dignità e parola.
Siamo riusciti a far conoscere la fabbrica a livello europeo ed internazionale aumentando l’esportazione del 55% della produzione.
Siamo riusciti a mantenere la fabbrica viva per più di sei anni e a non lasciarla diventare un ennesimo cadavere senza vita come tante altre fabbriche.
Siamo riusciti persino a produrre prodotti benefici per la società e rispettosi dell'ambiente, di alta qualità e allo stesso tempo accessibili per le famiglie popolari.
Siamo riusciti ad impedire la vendita all'asta della fabbrica (e il nostro sfratto) già per 15 volte, mettendo davanti i nostri corpi e i vostri, dimostrando che non abbiamo nessuna intenzione di cedere senza lottare di fronte ad una probabile vendita.
Ma più di tutto, siamo riusciti a trovarci insieme sulla strada contro qualsiasi ingiustizia fatta contro i deboli; di trovarci insieme sulla strada per dimostrare che ci sono alcuni che non piegano la testa, che non cedono di fronte ad alcun tipo di potere.
Siamo riusciti ad unire le nostre anime e corpi, a sentirci compagni; a sentire che i nostri bisogni e le nostre lotte nel renderli un diritto sono comuni.
Siamo anche riusciti a mantenere costantemente la fabbrica aperta alla società organizzando centinaia di eventi che sono stati sostenuti con entusiasmo da molte persone.
Ci rivolgiamo a te, collega, a te, compagna/ο di lotta, a te che hai partecipato insieme a noi ad azioni in cui abbiamo dimostrato che possiamo rendere possibile l’impossibile.
A te, che ti sei trovato accanto a noi nei tribunali e hai sentito la tensione quando il tempo passava senza che osasse apparire un acquirente e quando, alla fine del processo, abbiamo protestato ad alta voce scuotendo il palazzo di giustizia : “Sbirri, giudici, ascoltate bene : la VIO.ME rimarrà nelle mani operaie".
Ti invitiamo ad essere di nuovo al nostro fianco per impedire le aste che si terranno il 13, 20, 27 giugno, il 19 settembre ed il 24 ottobre 2019; per mantenere vivo l'unico esempio che ci dà il diritto di dire : "Se loro non possono, noi possiamo !", perché delle altre fabbriche possano seguire il nostro esempio.

Perché non abbiamo bisogno di loro per essere salvati,
né loro di noi per essere distrutti.

Comitato di Base dei lavoratori di VIO.ME
Iniziativa di Solidarietà di Salonicco

CENTRO DI SALUTE OPERAIO IN VIO.ME



CENTRO DI SALUTE OPERAIO IN VIO.ME

Il Centro di Salute Operaio in VIO.ME è una struttura autogestita, antigerarchica, autonoma e basata sulla democrazia diretta che pratica una cura primaria attraverso un approccio olistico ed integrato, interessandosi in particolare alle condizioni di lavoro.

Il Centro di Salute Operaio opera dentro la fabbrica occupata VIO.ME. È stato inaugurato a dicembre 2015 ed è entrato in funzione a gennaio 2016: per noi, persone comuni, l’obiettivo è quello di prendere, oltre al lavoro, anche la salute nelle nostre mani.

È stato creato dalla connessione di due collettivi di Salonicco: il Centro Medico di Solidarietà Sociale e il comitato di base dei lavoratori della VIO.ME, che portano avanti la produzione e il processo di recupero della fabbrica.

Il Centro di Salute Operaio (al quale partecipano anche i lavoratori della VIO.ME che contribuiscono alla sua creazione in condizioni di parità) costituisce un’effettiva connessione della VIO.ME con l’autogestione nel settore della salute, questione inscindibilmente legata alla vita nella sua totalità e ovviamente con il lavoro. In pratica, salute e lavoro sono connessi.

Il Centro di Salute Operaio creato dai due collettivi segue il corrispettivo esempio internazionale dei movimenti dell’America Latina [in particolar modo delle fabbriche recuperate in Argentina]: opera ALL’INTERNO della fabbrica recuperata come una struttura coesistente in essa. Inoltre, ha un modo di funzionare diverso da quello dominante nell’ambito del sistema sanitario, e connette nella prassi la VIO.ME alla società e la società alla VIO.ME creando così, passo per passo, il suo obiettivo iniziale.

Il Centro di Salute Operaio partecipa come collettivo indipendente alle azioni della VIO.ME, alle dimostrazioni, alle presentazioni, ai convegni, agli incontri-discussioni nei luoghi lavorativi, nelle cooperative gestite dai lavoratori e nella comunità studentesca (da gennaio 2018, le assemblee si svolgono nel Bar Autogestito della Scuola Medica dell’Università di “Aristotele” di Salonicco) e alle mobilitazioni. Appoggia la lotta dei lavoratori della VIO.ME nelle loro richieste.

Si rivolge a lavoratori e disoccupati - con o senza registrazione o copertura sanitaria - a membri dei comitati di base, a cooperative gestite dai lavoratori e a centri sociali. Durante i due anni della sua attività, il Centro di Salute Operaio ha accolto persone provenienti da diversi strati sociali, economici e politici che avevano in comune la ricerca di una cura medica olistica.


Modo di operare

Il Centro di Salute Operaio considera il concetto di salute come un’unità. Si basa sull’idea che l’organizzazione fondamentale della vita, dell’universo vivente e sociale è composta di molteplici parti in continua interazione tra di loro che si connettono e si uniscono in un’unità.

Nel tentativo di sovvertire la relazione autoritaria tra il medico (lo “specialista”) e il “paziente”, tutte le persone che si recano al Centro di Salute Operaio come “pazienti” si ritengono e si chiamano partecipanti. Partecipano, in condizioni di parità, ad una comunità per la salute.

Le attività e il modo di funzionare del Centro di Salute Operaio sono determinate da due Assemblee: l’assemblea generale e dall’équipe terapeutica.

A) L’Assemblea Generale dei membri del Centro di Salute Operaio è lo spazio delle discussioni creative, delle azioni estroverse, delle rappresentanze, delle connessioni con il movimento sociale e con altri collettivi in Grecia e all’estero. È un’assemblea comune dei membri dell’équipe terapeutica e dei lavoratori della VIO.ME, ma che rimane comunque sempre aperta ad altre persone - “specialisti” o meno, studenti universitari – che vogliano partecipare, sostenere attivamente e co-creare il Centro di Salute Operaio e le modalità di cura; avanzare proposte e attività dirette a connettere Salute e Lavoro. La composizione dei membri dell’assemblea rappresenta anche un contesto sociale il quale influisce sul contesto della cura primaria; segnala simultaneamente la contestazione verso l’autorità, lo “specialista”, la conoscenza, il sistema dominante della medicina occidentale e la dicotomia tra il sistema sanitario e sistema di salute mentale.
B) L’Equipe Terapeutica dialoga ed elabora le questioni di salute dei partecipanti tramite un’anamnesi olistica e una cura di continuità longitudinale garantendone il carattere confidenziale. Il lavoro in gruppo promuove una pratica clinica collaborativa, co-terapeutica e dialogica che insieme al (e non “per il”) partecipante connette ed integra tutti gli aspetti della vita diacronicamente e sincronicamente fra di loro, come un’unità.
Attraverso l’utilizzo di una Cartella Clinica di Salute, alla quale si annette ancora un’altra scheda (il genogramma), si prende un’ anamnesi olistica che crea un ologramma mentale nella percezione tanto del partecipante quanto dell’equipe terapeutico.

Che cosa significa questo e come si realizza ?

Il processo di consultazione del partecipante inizia già in sala di attesa. Lì, è accolto dalla segreteria - della quale fanno parte anche i lavoratori della VIO.ME - che gli spiega il funzionamento del Centro di Salute Operaio, il modo in cui l’équipe terapeutica tenterà di affrontare e dialogare sui temi che lo riguardano; lo accompagna a sentirsi in confidenza sia come partecipante sia, se lo desidera, come co-creatore del Centro di Salute Operaio.
In seguito, il partecipante incontra l’équipe terapeutica, composta di una/un medico di famiglia o internista, una psicologa-psicoterapeuta familiare e un’altra/o professionista della salute (di solito un infermiere). I membri dell’equipe, pur avendo dei ruoli distinti, cooperano, connettono ed integrano insieme al partecipante tutti gli aspetti della sua vita e della sua cura. La coesistenza delle differenti specializzazioni insieme al partecipante in disposizione circolare, nello stesso luogo e tempo, dichiara la parzialità della conoscenza; la necessità che i settori scientifici interagiscano tra loro e che si completino. L’équipe terapeutica tenta di creare uno spazio di dialogo che inspiri fiducia tanto al partecipante quanto ai suoi membri, e di garantire una cura continuata.
Il processo di consultazione dell’anamnesi olistica dura 1 h e 30 minuti e consiste nella creazione di una Cartella Clinica di Salute personale e nell’esame clinico. Durante quel tempo, i quattro partecipanti provano ad esplorare insieme le connessioni e le interazioni tra il fisico/psicologico/sociale - le parti dell’unità che compongono e costituiscono l’esistenza umana- ponendo un’enfasi speciale sulle condizioni dei contesti lavorativi. La Cartella Clinica di Salute è il supporto dove si iscrivono le informazioni che attraversano tutti gli aspetti della vita. Contemporaneamente, si disegna un genogramma dove emerge la storia genealogica, familiare e lavorativa, su tre generazioni. Vengono visualizzate graficamente le connessioni e le interazioni tra i legami relazionali, i momenti significativi della vita e i sintomi fisici, le malattie croniche, le morti, la vita lavorativa, gli incidenti operai, etc. L’immagine globale fornita dalla Cartella Clinica di Salute ha anche una dimensione preventiva. Se il partecipante necessita test diagnostico-laboratoriali, si eseguono presso il Centro Medico di Solidarietà Sociale di Salonicco oppure, in caso possieda assistenza sanitaria, tramite il suo Ente Previdenziale.

Il Centro di Salute Operaio auspica alla creazione di una comunità per la salute come parte di una comunità autogestita più ampia dentro la fabbrica recuperata VIO.ME. Avanzando la prospettiva dell’“autogestione in tutti gli aspetti della vita” e come un compagno di strada insieme ai (e non “per i”) lavoratori della VIO.ME, prendiamo la salute nelle nostre mani, oltre al lavoro. Una risposta reale, concreta e qualitativa, al disfacimento del sistema sanitario.
La salute è una questione sociale non negoziabile –un bene sociale pubblico - che non si sottomette alle leggi del mercato e dello Stato.
Il Centro di Salute Operaio in VIO.ME è un impresa sociale che ci riguarda tutte-i! Rivolgiamo un invito particolare agli studenti universitari, alla generazione giovanile – lavoratori in tutti i settori e disoccupati - ma anche ad altri “specialisti” e “non-specialisti”, a partecipare alla creazione del Centro di Salute Operaio e della cura.

Prendiamo la salute nelle nostre mani!
Loro non possono? Noi possiamo!



Assemblea del Centro di Salute Operaio in VIO.ME ogni 2° Lunedì alle 20:00 al Bar Auto-gestito di Scuola Medica [nell’ Università di “Aristotele” di Salonicco-Grecia].

Salonicco (Grecia)/ Cronache dalla Vio.Me, fabbrica autogestita (e attiva nel sociale)

Salonicco (Grecia)/
Cronache dalla Vio.Me, fabbrica autogestita (e attiva nel sociale)
Abbiamo già parlato della VIO.ME di Salonicco, la fabbrica occupata, riconvertita ed autogestita dai lavoratori (“A” 404, febbraio 2016). Un recente viaggio nella città greca ha consentito di avere qualche aggiornamento di prima mano sulla situazione.
I terreni ed i macchinari sono sempre soggetti alle aste giudiziarie. Ad oggi la base d'asta resta di 30 milioni e non è stato ancora trovato nessun acquirente. C'è il timore, però, che la prossima asta possa partire da una base inferiore ai 20 milioni e si vocifera che i vecchi proprietari potrebbero ripresentarsi sotto altra veste per riacquistare la proprietà.
VIO.ME punta sempre sulla mobilitazione dei suoi sostenitori per far saltare le aste, impedendo eventuali offerte d'acquisto (l'ultima asta, relativa ai soli macchinari, è stata fatta saltare in questo modo il 2 novembre 2017). Come risarcimento parziale per gli arretrati non pagati, viene chiesta l'assegnazione ad affitto agevolato del magazzino. Un'eventuale legalizzazione parziale potrebbe anche ostacolare la stessa vendita dei terreni e il sequestro dei macchinari; consentirebbe inoltre di aumentare la produzione e, in seguito, di ampliare la gamma di prodotti, comprendendovi anche i cosmetici.
Salonicco (Grecia) - L'esterno dell'ambulatorio nella fabbrica autogestita Vio.Me.
In questi mesi VIO.ME si è impegnata a migliorare le prime ricette: è stata inaugurata una nuova linea di prodotti biodegradabili al 100%. Purtroppo non sempre la cooperativa riesce ad acquistare solo da piccoli produttori locali, come avveniva all'inizio dell'attività, sia perché la produzione di questi non è regolare e non garantisce una fornitura costante, sia perché i loro prezzi sono più elevati rispetto ad altri produttori.
Attualmente l'attività riesce a garantire un salario mensile di 400 € che, considerata la deflazione, corrisponde a circa 650 € del periodo antecedente la crisi. Il salario è uguale per tutti (a parte gli extra per le trasferte in Grecia e all'estero e per i turni notturni di vigilanza). A tutti viene anche garantito il versamento dei contributi assistenziali e previdenziali.
Ma, come abbiamo a suo tempo raccontato, VIO.ME non è solo autogestione produttiva; è anche militanza politica ed impegno sociale. Vale la pena riportare due esempi significativi.
In Grecia, come conseguenza delle misure di austerità imposte dalla Troika, chi perde il lavoro è coperto dall'assicurazione sociale solo per un anno; poi si deve pagare ogni cura, con costi cresciuti esponenzialmente. In una tale situazione, disoccupati e migranti si trovano spesso senza alcuna possibilità di accedere all'assistenza sanitaria. È per questo che VIO.ME ha aperto nel gennaio 2016 un ambulatorio sociale gratuito, (chiamato “Centro di Salute Operaio”, Ergatikó Iatreío) nei locali adibiti, prima dell'occupazione, a laboratorio chimico. Una struttura di salute auto-gestita che pratica una Cura Primaria dall’approccio Olistico e Integrato ponendo un’enfasi speciale sulle condizioni dei contesti lavorativi
L'ambulatorio è stato creato tramite la connessione  di VIO.ME con il “Centro Medico di Solidarietà Sociale” (Koinonikó Iatreío Allilengýis, KIA) di Salonicco.

Il Centro di Salute Operaio in VIO.ME è gestito, con un'assemblea generale, affiancata da un’ “Equipe Terapeutica”. Gli appuntamenti possono essere presi tutti i giorni e le visite si effettuano tutte le settimane, il mercoledì e il giovedì. I servizi erogati in forma collaborativa tramite i membri dell’equipe terapeutica (medicina generale, ortopedia, psicologia-psicoterapia familiare, infermeria e dispensario farmaceutico) sono ispirati a principi di un approccio olistico: la prima visita di “chi viene”, del “partecipante” (chiamato proprio così, “proserchómenos”, cioè partecipante attivo alla sua cura, non paziente) può durare fino a un ora e mezzo per ricostruire la storia clinica e relazionale complessiva: non solo lo stato di salute, ma lo stile di vita, le condizioni di lavoro, le problematiche personali o familiari. La presenza di una psico-terapeuta è considerata indispensabile proprio in quest'ottica ed è stata utile anche per affrontare il disagio che spesso prova chi resta privo di tutto, senza lavoro, senza casa, in una situazione difficile anche dal punto di vista personale ed umano (spesso con separazioni, senso di frustrazione e di fallimento personale...).
Sul piano internazionale, VIO.ME partecipa al coordinamento delle fabbriche recuperate, che tiene periodicamente incontri sulla “Economia dei lavoratori”. L'ultimo si è tenuto a Buenos Aires (28 agosto - 2 settembre 2017) e VIO.ME ha proposto due importanti iniziative all'insegna del mutualismo e della solidarietà internazionale:
1.la costituzione di un Fondo di Solidarietà Internazionale, finanziato dalle stesse aziende recuperate, per sostenere le attività dei lavoratori auto-organizzati;
2.la costituzione di una Rete logistica della solidarietà internazionale per il trasporto, lo stoccaggio e la distribuzione dei prodotti delle diverse realtà autogestite, in modo che in ognuna di esse sia possibile trovare i prodotti di tutte le altre.
Si tratta di strutture considerate indispensabili per garantire un supporto materiale alla battaglia che viene svolta quotidianamente dalle aziende autogestite; una battaglia inquadrata in una più ampia prospettiva, come hanno affermato gli stessi lavoratori della VIO.ME all'incontro di Buenos Aires: “Crediamo fermamente che il nostro obiettivo sia radicale: impossessarsi dei mezzi di produzione. Farli funzionare sotto l'autogestione dei lavoratori stessi. Produrre, distribuire e condividere prodotti e servizi - non merci - per i bisogni della comunità, non per le necessità del profitto capitalista e della borghesia. Un passo avanti verso un'ampia autogestione della società. Ciò può essere ottenuto solo se il mirino delle nostre armi sia puntato sul sistema capitalista nel suo complesso. Quindi combattiamo una battaglia anticapitalista. Ecco perché concepiamo la presa di possesso delle fabbriche e delle aziende non come una pratica parallela al mercato capitalista, ma come un passo verso un più ampio movimento contro il mercato capitalista. Perché se non distruggiamo le cosiddette “leggi di mercato” adesso, presto o tardi le stesse “leggi” distruggeranno noi.
Massimiliano Barbone

Saluti dai lavoratori auto-organizzati della Viome

Saluti dai lavoratori auto-organizzati della Viome

(Il messaggio seguente verrà stampato e distribuito alle nostre visite presso le aziende recuperate durante la nostra visita in Argentina)


Noi, lavoratori e sostenitori della VIOME, vi salutiamo. Da un paese conosciuto negli ultimi anni soltanto come terra di una vasta crisi politica ed economica, veniamo come parte dell’ ”altro lato”. Come una parte della resistenza, una parte dei molti lavoratori e movimenti sociali che in tutti questi anni sono cresciuti ed hanno lottato. Come una parte di una società costretta a ricordare la raccapricciante realtà del capitalismo ma, dall’altro lato, una società ansiosa di trovare strade e mezzi per superarlo. Così è iniziato il nostro viaggio circa sei anni fa. Quel maggio del 2011 fu il nostro punto di svolta, un punto di partenza per quello che vedete di noi oggi. Lasciateci condividere con voi le nostre pietre miliari da allora.

APPELLO DEI LAVORATORI DELLA VIO.ME.

APPELLO DEI LAVORATORI DELLA VIO.ME.


Nei quattro anni e mezzo di funzionamento della fabbrica e nei sei anni della nostra- dei lavoratori della VIO.ME- lotta, il potere giudiziario non ha mai cessato i suoi attacchi contro di noi.
E dopo aver adottato una proposta spregevole riguardo al fallimento, rigettando gli sforzi dei lavoratori di continuare il funzionamento della fabbrica, il potere giudiziario viene adesso ad imporre un’asta parziale dei mezzi di produzione. Sono quegli stessi mezzi che per quattro anni e mezzo hanno nutrito decine di famiglie.
È questa la responsabilità dei giudici “onesti” che hanno in mente solo di distruggere ciò che noi, gli operai della VIO.ME., abbiamo costruito con tanti sforzi.
E lo fanno perché nessun altro gruppo di lavoratori pensi mai di far funzionare le fabbriche abbandonate.
Per questo motivo denunciamo le autorità giudiziarie e il curatore fallimentare che cercano in ogni modo di ostacolare il funzionamento della fabbrica gestita direttamente dai lavoratori senza padroni.
Invitiamo tutti voi – sindacalisti, operai, collettivi – di sostenerci e di mostrare, tutti insieme, che
SE LORO NON POSSONO, NOI POSSIAMO
Chiediamo il vostro sostegno concreto al fine di poter mantenere viva la fabbrica e di poter tenere le nostre famiglie lontane dalla paura e la povertà.
Chiediamo di firmare dichiarazioni in nostro sostegno per poter dimostrare la nostra forza: la forza della solidarietà, che è più forte di ogni forma di repressione del capitale, di ogni collasso economico del capitalismo.


In lotta e in solidarietà,


I lavoratori della VIO.ME.